venerdì, 13 novembre 2009
13:39

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dedicato a una mia amica.

pataterna scrive: poesia
io quando ho saputo che la mia amica che mi ha insegnato come ti salutano gli albanesi per strada si deve limare il naso mi ha venuto un abbagliamento della vista.
Cara amica mia di colore abbronzato anche nell'inverno più freddo,
ti dedico questa poesia che ti farà cambiare idea riguardo alla rinoplastica.

O tu,anonima per gli altri che non sanno chi sei
ma famosa dentro alla mia vita di banco e di copiando nelle materie matematiche
io ti ho sempre guardato di profilo
e mi hai sempre piaciuta.
voglio dire addio al mio compagno naso tuo
che lo guardavo sempre
di profilo
e mi piaceva
poi lo guardavo di faccia
e pure non tenevo da lamentarmi
e non l'avrei mai cambiato
neanche con un fustino di dash.
io sono una brava ragazza
lo disse pure tua mamma
di nascosto a me
e io mi sono sempre apprezzata per questa mia bravura
ma il tuo naso era nella mia amicizia
e non bisogna abbandonarlo così
senza che ti ha mai fatto un'infamità o una cattività
che lo vuoi abbandonare
e poi ti metteranno il cerotto
e la gente ti chiederà che hai fatto
e tu ti inventerai dei fatti strani
tipo che non respiravi bene
oppure che prima avevi due nasi e mo sei tornata a uno
oppure che ti hanno malmenata il naso perchè non sei una ragazza gay.
io ti voglio bene
e voglio salutare il tuo naso per l'ultima volta
prima che ti vedo con il naso di ivana spagna e
a natale ti regalo un naso di coniglio.
quello con l'elastico.

Che resti fra me e te.

giovedì, 12 novembre 2009
13:58

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opera di sapone:centovetrine

pataterna scrive: televisione


io mi ho vedendo centovetrine e sono rimasta molto con gli occhi dell'attonicità a vedere che la mamma di una stava morendo di blocco del battito nel letto di un ospedale sistemato e quella figlia manco sapeva fare la faccia recitanda che la mamma stava venendo meno.
io la so fare la faccia come di abbi pietà di me gesù bambino nella grotta invernale oppure una faccia come a dire non tengo più la speranza nella vita mia da mettere dentro ai fatti delle centovetrine.
e poi hanno pure fatto vedere che ci stanno un padre e figlio tutti e due della peggio specie degli sfaccimmi di uomini che vanno a mettere benzina per andare nel paradiso fiscale della svizzera e ci lasciano la mancia al benzinaro. e io là ho pensato che è stata proprio una prova di insegnamento come a volerci dare una bella lezione nella vita su come si campa.

detto questo,me ne vado affanculo.

domenica, 08 novembre 2009
18:05

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Dì

pataterna scrive:

Se vogliamo parlare della fase introduttiva tu conosci uno a livello di ti conosco ma non bene, ti conosco tipo che so che sei nell’esistenza e lui si mette nella prospettiva che ti sa. Tipo io sono questa tu sei questo. Camminiamo lo stesso asfalto. Respiriamo simile cacciando anidride carbonica di atomi simili. Lui atomi più maschili dei miei.

Stai fumando vero? Si sente. Da come respiri.

Clic.

Poi sei da sola e immagini di averlo già visto da qualche parte. Su una pagina di cronaca nera per aver strozzato un cantautore di playback di  una periferia polacca. Su un giornale in basso a destra nella pubblicità di una finanziaria.Bei capelli. Nell’album di figurine dei calciatori del 97. O forse quelle di beverly hills.

Sì l’ho visto che attraversava la strada. Con due buste della spesa in mano.Guarda: destra.sinistra.no macchine.vai.

 Il braccio di destra era più lungo,sarà stata la busta più pesante.

No.non è vero. Mai visto.

Poi succede che vi vedete veramente. Tutto organizzato. Per forza.

E vediamoci senza presentazioni. Abbiamo già capito che contorni abbiamo.

Io già ti ho disegnato con un pennarello. Tratto grosso. Io a matita sospesa in aria sopra di te. Mi cancello e mi ridisegno alle tue spalle. Poi allungo le mie mani sul tuo viso. Poi le cancello. Ti bacio. A matita.

Sai di inaspettato. E sai di atteso. E ti avvicini a passi delicati. E hai la forza di una cascata.

Cammino su mattonelle già calpestate prima. Da altri piedi. Ci penso.

Non mi interessa.

Ora io. ora tu.

Qui ed ora.

Il mio titolo preferito.

 

martedì, 03 novembre 2009
19:14

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discussione sui piedi

pataterna scrive: musica, esistenzialismi

è importante,per la parità delle coppie di ogni cosa di cui siamo dotati in coppia tipo buchi di orecchie buchi di naso,buco di culo e farfallina avanti, e per la perfetta articolazione di noi palmipedi,che oltre che ci accorgiamo delle mani che sono due noi ci dobbiamo accorgendo anche dei piedi.che apparte che sono di numero due e ovviamente non lo ripeteremo mai più, poi sono due mani messe ai piedi ed è una cosa che nessuno che se ne vuole accorgere e che se uno nasce all’incontrario si può sempre dire che tiene i piedi ma nella vera realtà sono le mani e poi tiene le mani che stanno a piedi. Mi ho capito sola io. E mi capirebbe pure mia mamma perché lei mi ha fatto nascere dalla sua vagina,mentre voi no.

I piedi sono molto importanti e a questo punto vi racconto una storia:

Storia dei piedi da quando furono creati fino ai giorni di oggiggiorno

I piedi nacquero a Genova già nell’uso dell’uomo primitivo che li usava per camminarci appoggiandoli sul terreno e sui ramoscelli degli arbusti e divennero il mezzo di locomozione preferito dei primi gruppi familiari dei periodi di pietra e mazzate.

Con la scoperta del motore a scoppio il piede perse un po’ di notorietà.

Il picco di famosità dei piedi si ebbe nel 1986 quando Franco,quello coi baffi dei ricchi e poveri,soleva portare il tempo delle loro canzoni sacre e sovrumane col tallone,prima ovviamente di spaccare chitarre nelle costole dei colleghi durante il pogo,cosa grazie alla quale i ricchi e poveri sono tanto noti tra noi.

Franco,aveva dei baffi ben rifiniti.Chissà se è morto. Io spero che è vivo che ha sempre tenuto dei baffi rivoluzionari. Il suo gesto più che rimane impresso nella mente è quando,dopo l’assolo di chitarra elettrica con solo anulare e mignolo, di due mani diverse però,egli gridava tra la folla Dio non esiste e Angela sempre dei ricchi e poveri si mettette a piangere e si stracciò le mutande dalla disperazione e l’altro dei ricchi e poveri,che nessuno se lo caca mai e nessuno manco si ricorda che faccia tiene e manco se suona nel gruppo o fa il pubblico iniziò a fare gli occhiolini come per dire care gente il ragazzo sta scherzando scusate ma quello non sa cosa sta dicendo che la mamma lo pigliava con la cucchiarella in testa quando era piccolo e ma a un certo punto Franco riceve una telefonata sul palco della sagra della fresella olio e pomodoro ed era il Papa che lo scomunicò in diretta su Domenica In durante la parte che quel ricchione fracito di Massimo Giletti parla di argomenti che a nessuno gliene è mai fottuto un cazzo.

Poi ritornando al discorso piedi io ho detto solo cacate per comunque trovare un’occasione per parlare di franco. franco ti amo. Canta per me. Sempre che canti. mo non mi ricordo bene che fai.

venerdì, 30 ottobre 2009
16:45

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allarme febbre suina

pataterna scrive: salute, ansia
quando uno si sente la febbre e non ha la febbre penso che allora ha una febbre suina mentale.
io mo la tengo.
e mi ho contagiata perchè saluto a voce e stringo le mani dei amici e se uno mi parla io lo parlo pure a lui senza che mi metto una mascherina e vado nei autobus e oblitero il biglietto dove si hanno obliterati gli altri indistintamente senza che ognuno si oblitera in una obliteratrice per ognuno che non si rischia il contagio.
e mi ho sceso le scale del palazzo che è pieno di immigrati e non sia mai che ho toccato il mantienimani affianco,e non lo so se bisogna farci la discriminazione razziale sopra a loro,però penso di no che è peccato.io pure sono immigrata e tengo le mani come a loro.
e poi mi ho fando affettare il prociutto cotto dentro alla stessa affettatrice di tutti.
e se il maiale la teneva la febbre allora ce la siamo mischiati tutti quelli del prosciutto cotto.
da domani solo carni bianche.

e mo se si mischia anche negli occhi questa febbre NH1 mi pare mo vi ho mischiando con lo scritto,io non sono una suina e non tengo manco la febbre ma nella mente mi posso far venire di tutto.pure l'aviaria se voglio.
da domani niente carni bianche.
mercoledì, 21 ottobre 2009
11:01

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AVVISAMENTO

pataterna scrive:

NAPOLI VIOLENTA©

ovvero

Pataterna Vs Peppe Fiore

Per la prima volta sullo stesso palco due pesi massimi della narrativa mondiale – per puro caso provenienti dalla stessa città – si affrontano in un contest senza esclusioni di colpi. Sedie in faccia! Sputi! Gatti morti! Finalmente la letteratura esce dalle Feltrinelli e si prende a mazzate sulla strada.

Un reading che più che un reading è un pestaggio tra parcheggiatori abusivi. Una serata culturale che di fatto è culturale quanto una gara rutti. Vera letteratura d’assalto. Sul ring del Simposio.

Brevi cenni biografici

Peppe Fiore nasce a Napoli e vive a Roma. Il suo ultimo libro è il romanzo La Futura Classe Dirigente (Minimum Fax).

dicono di lui:

“Il romanzo di Peppe Fiore fotografa con esattezza e acuta profondità di pensiero la condizione drammatica di un paese che non saprei dove collocare sulla cartina geografica” Kofi Annan

“La prosa di Peppe Fiore è come uno sterminato lago ghiacciato del Baltico in un freddo meriggio di Aprile: con le sue opalescenze cangianti, le sue striature, la luce che si imbroncia a chiazze lungo la superficie. C’è dentro tutto Volponi e tutto Ottieri, le malinconie postindustriali di De Lillo e gli sprazzi di tenera follia del primo Aldo Nove” Ezequiel Lavezzi

“Una voce lucida, un’ironia tagliente e uno stile impeccabile. Io stesso non avrei saputo fare di meglio” Osama Bin Laden

Pataterna è nata a Napoli e vive a Roma. Il suo ultimo libro è Sono una ragazza prodigio. Ma non so bene in cosa (Castelvecchi). Il suo seguitissimo blog è pataterna.splinder.com

“In foto sembra abbastanza bona” Umberto Eco

“La creatura letteraria di Pataterna è un affascinante ibrido tra Palazzeschi e un televisore che ha perso la sintonia” Alberto Asor Rosa

“Non so proprio a cosa stavo pensando quel giorno” La madre

giovedì 22 ottobre
ore 21
Simposio via dei Latini 11 Roma

(Venite,cazzo)

sabato, 17 ottobre 2009
14:19

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giustifica

pataterna scrive: sogno
care gente,se io non scrivo non è che ho schiattato.
ho sempre viva e cammino ancora a due gambe e non ho passato nessun guaio.
tiè!
nel periodo che non scrivo faccio altri cazzi e anche penso un poco.
il pensiero la cosa che si sa è che non lo puoi decidere proprio a che pensare.ti viene un pensiero e lo pensi.
io da grande quando sono una signora a parte che voglio andare in bagno regolarmente poi non voglio essere una signora della formalità
non mi voglio rialzare il culo con l'intervento che altrimenti non faccio più arrizare gli uomini
mi piace che faccio ancora intostare la mazza pure se sono una signora normale della semplicità e normale popio.
mo tipo che sto facendo cacca sto pensando che quando divento una signora io voglio sempre pure che sto facendo cacca e scrivo a voi.una cosa normale,capito.
un'altra cosa strana è i sogni che sto facendo.mo vi faccio la lista:

mi ho sognato:
-che avevo un vestito verde ma fanno schifo le scarpe.
-stavo in un treno con dei polacchi e mangiavo il cous cous non salato.
-erano le 16.04 e io alle 16.06 avevo il treno.
-compravo i poppicorn al discount.
-basta

così non si può.
voglio fare i sogni che significano un fatto,maronn.
giovedì, 01 ottobre 2009
11:47

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lettera

pataterna scrive: famiglia

Cara mia mamma,
ma tu non puoi dire che devo mangiare che io sto deperita e mi devi far mangiare e poi mi fai la pastina in bianco che manco i bambini di due anni che loro già si pigliano a muorzi i caciocavalli interi e a me mi fai la pastina.
bah.

mercoledì, 30 settembre 2009
12:01

commenti (14)

poi torno a roma

pataterna scrive: famiglia, avventure
quando torno a casa a napoli divento più femmina prima di tutto perchè mi vedo le telenovele.
poi,come femmina, ho riflesso molto sul tema menopausa. la menopausa vuol dire che tieni sempre caldo e puoi fare quanti figli vuoi tu tanto non ti usciranno mai.
ho riflesso pure sul tema che una mia cugina mi ha detto che le hanno detto che una dopo che si è fatta un bidet con un sapone dell'intimità è uscita incinta
e io ho detto che se vado a casa sua se peppiacere posso non cambiarmi mai la mutanda appaura che mi devo fare un bidè.
oggi mi ho messo il reggiseno di mia mamma per fare finta che tenevo le zizze grandi e mi parevo un robot femminile quello che sparava i proettili da dentro alle zizze e ho pure fatto finta di sparare a mia mamma.
ma non avrà capito.
lunedì, 28 settembre 2009
17:28

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Poesia del tempo

pataterna scrive: poesia
sono le sei e quindici.
relativamente. per noi.
a destra sono sei ore avanti quindi sei più grande
negli gliusa sei ore indietro e quindi devi ancora vedere che fai
dipende se vai a destra o sinistra. vedi tu.
il patto di varsavia non c'è. puoi andare.
a sinistra negli gliusa dipende dal cambio. Il tasso. non l’animale.
Se il cambio è favorevole perpiacere portami le converse. O l’aifòn.
Greenwich è un fatto mentale (un po’ come le mestrue)
  

(vi pensavate che mi mettevo a parlare una composizione del tempo quello delle previsioni

Io invece questa poesia è sul tema del tempo a livello di che ora è)